Oncologia

Il cancro rappresenta per incidenza e mortalità la seconda malattia dopo le patologie cardiovascolari.  I principali tipi di cancro sono quelli del polmone, dello stomaco, del fegato, dell’intestino, della mammella e del collo dell’utero.

Quale terapia utilizzare dipende dal tipo di tumore e dallo stadio (quanto si è diffuso), dall’età e dalle condizioni generali del paziente. Nella maggior parte dei casi con malattia limitata all’organo di insorgenza,  l’asportazione chirurgica radicale eventualmente seguita da radioterapia e chemioterapia è la terapia di scelta. In alcuni casi, come nel cancro del seno o della prostata, l’utilizzo di farmaci ad attività ormonale possono essere delle valide alternative. La chemioterapia è generalmente utilizzata allorché il cancro si è diffuso o ha dato metastasi. Chemioterapia e radioterapia sono a volte gravate da tossicità importanti causate dall’effetto dei farmaci e delle radiazioni sulle cellule sane dell’organismo. Più di recente, con l’introduzione della così detta “targeted therapy”, vale a dire una terapia che utilizza farmaci “intelligenti” disegnati per bloccare in modo specifico delle molecole necessarie alla sopravvivenza delle cellule tumorali, si é riusciti a risparmiare abbastanza  le cellule sane con conseguenti minori effetti collaterali.

Perché oncologia personalizzata

Allo stato attuale tutti i farmaci utilizzati per la cura del cancro vengono applicati in modo per lo più “empirico”, sulla scorta dell’esperienza senza alcuna conoscenza circa la loro efficacia e gli effetti collaterali che si potranno avere nel paziente che abbiamo davanti a noi. In effetti, allorché un paziente ci chiede quale potrà essere il risultato della terapia selezionata per il suo caso, non possiamo fornire una risposta precisa, ma possiamo soltanto affermare, facendo riferimento a altri 100 pazienti con malattia uguale alla sua, che la “percentuale di successo” è stata, per esempio, del 50% dei casi trattati con quello stesso farmaco, mentre gli “effetti collaterali” si sono manifestati nel 20% dei casi. In altre parole, non siamo in grado di sapere, se non in via generale, come reagirà il singolo paziente a quel dato farmaco sia in termini di efficacia terapeutica che di effetti collaterali tossici.

Per questo nasce l’Oncologia Personalizzata.

Il concetto è semplice e si sta diffondendo rapidamente: “personalizzare la cura del cancro facendo uso di risultati derivati dallo studio delle caratteristiche di quel tumore e di quell’organismo al fine di utilizzare farmaci “su misura” per quello specifico paziente”.  

L’Oncologia Personalizzata nasce grazie alla mole di conoscenze acquisite negli ultimi anni su come funzionano le cellule tumorali e su quali sono i meccanismi che ne controllano la crescita e la sopravvivenza. Grazie alla disponibilità di una molteplicità di test in grado di individuare mutazioni di geni o di particolari proteine presenti nelle cellule tumorali,  è oggi possibile “stratificare” la singola malattia in tante malattie ognuna caratterizzata da uno specifico assortimento di mutazioni proprie di quel tumore. Ad esempio, ciò che fino a qualche anno fa sembrava un singolo e omogeneo cancro del seno dal punto di vita istologico identico a 100 altri, oggi lo stesso cancro é distinguibile in almeno 10 differenti sotto-tipi  sulla base dei risultati dei test genetico-molecolari. E la paziente portatrice di ognuno di questi sotto-tipi  sarà sottoposta a trattamento con farmaci differenti.  Test analoghi vengono effettuati  sulle cellule sane del paziente (per esempio attraverso un prelievo di sangue): anche in questo caso, i risultati ci diranno se il paziente è portatore di alcune alterazioni di geni o di proteine che possono comportare un’eccessiva tossicità a certi farmaci che andremo a sostituire con altri. In altre parole, grazie a questi progressi, è oggi possibile predire con sufficiente precisone risposta ai farmaci e tossicità nel singolo paziente. 

Grazie alla crescente disponibilità di laboratori attrezzati per l’esecuzione dei test necessari ad analizzare in dettaglio le caratteristiche del tumore e dell’ospite nonché all’amplificazione da parte dei mass-media, i malati di cancro si rivolgono sempre più agli oncologi per avere informazioni sulla loro malattia e chiedere un “approccio personalizzato”.

Il cancro eredo-famigliare

Una speciale applicazione dell’Oncologia Personalizzata riguarda il così detto “cancro ereditario” o “eredo-famigliare”. Si tratta di situazioni nelle quali alcuni individui sono portatori di mutazioni genetiche ereditate che predispongono a una maggiore possibilità di sviluppare alcuni tipi di cancro durante la loro vita. Gli esempi più noti sono le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 responsabili della maggiore predisposizione del cancro della mammella e dell’ovaio e quelle dei geni MSH2 e MLH1 per il cancro dell’intestino. Globalmente queste alterazioni geniche incidono per circa il 5-10% di tutti questi tumori. Le mutazioni possono essere trasmessi da entrambi i genitori, sia ai figli maschi che femmine, in maniera autosomica dominante, cioè i figli hanno il 50% di probabilità di ereditare la suscettibilità genetica allo sviluppo dei citati tumori.

Le persone che ereditano una mutazione  nascono quindi con una copia del gene mutata. Tuttavia è da sottolineare che questi soggetti non ereditano il tumore, ma solamente la predisposizione a sviluppare il tumore. Inoltre, non tutte le persone che sono portatrici di mutazione sviluppano la patologia neoplastica, sebbene queste mutazioni aumentano notevolmente il rischio di insorgenza del tumore,

L’importanza della scoperta di una mutazione che predispone al cancro in una famiglia è che gli individui della famiglia “a rischio” sono informati in modo da adottare misure profilattiche personalizzate. A tal proposito, si ricorda il caso dell’attrice Angelina Jolie, portatrice di mutazione BRCA1, che per evitare il cancro, ha scelto di sottoporsi a rimozione di entrambe le mammelle e delle ovaie.